Chi Siamo

Questo progetto del 2023 è stato realizzato da un gruppo di allievi del prof. Enzo D’Angelo, in collaborazione con alcuni professori che sono stati vicini alle esperienze della Conferenza permanente interuniversitaria sulla Conservazione, il Restauro e la Preservazione negli anni dal 1995 al 2006. Tra essi i proff. Giovanni De Girolamo, Riccardo Pantò, Rudolf Schürch, già presenti nella redazione di Realtà Sociale, una delle tre riviste fondate dal prof. D’Angelo.

Ci siamo ritrovati, dopo quasi un ventennio, accomunati dalla passione per la storia contemporanea e dalla volontà di valorizzare un patrimonio di testimonianze, documenti e immagini che raccontano gli ultimi anni del Novecento e i primi anni Duemila da prospettive spesso poco conosciute. Durante il nostro percorso di studio con il prof. D’Angelo avevamo raccolto materiali, analizzato fonti, confrontato interpretazioni e ricostruito vicende che hanno segnato profondamente la fine del secolo scorso. Ritrovandoci abbiamo convenuto sull’importanza di documentare un modo di fare ricerca in cui siamo cresciuti e in cui ci ritroviamo che, in questi anni, ormai è stato recepito variamente in Italia e all’estero, però in modo frammentario e perciò limitante, spesso senza rivelare le ascendenze. Per merito o demerito dell’insegnamento seguito, siamo irrevocabilmente abituati a navigare in un sistema aperto di pensiero nella complessità della cultura di fine Novecento. Un pensiero aperto alla transdisciplinarietà non istituzionale, anche quando è scomoda, e alle tracce testuali (che è anche il titolo delle note dispense del prof. D’Angelo) che non smettono di emergere nei reperti e nella storia.

Da questa consapevolezza è nata l’idea di creare uno spazio digitale che faccia intravedere delle tracce di una ricca esperienza che fece confluire, con le Conferenze internazionali sul restauro, la conservazione e la preservazione in modo visibile anche a un largo pubblico, tante discipline e molte centinaia di studiosi di vari paesi in un progetto di ricerca durato, nella fase più attiva, circa dodici anni. In questo ambito la riflessione sulla storia e i suoi documenti è andata al di là delle tematiche del restauro e della conservazione attingendo a una molteplicità di discipline ed esperienze, rappresentando “una società che riflette su se stessa e che può permettersi di riscriversi, senza un punto di arrivo” che è stato uno dei presupposti teorici del prof. D’Angelo.

Il primo obiettivo è stato quello di aprire una finestra storica su quegli anni e il contesto culturale con le riviste in cui si svilupparono questa ricerca sui beni culturali, le relative Conferenze internazionali e le altre attività promosse dalla Conferenza permanente interuniversitaria sulla Conservazione, il Restauro e la Preservazione presiedute dal prof. D’Angelo, con la partecipazione di circa 1800 relatori nell’arco di dodici anni (1995-2006). Le Conferenze internazionali hanno acquisito lo status di uno dei più imponenti e ramificati laboratori di ricerca e confronto sui beni culturali non solo di quel periodo. L’ampiezza disciplinare ha generato un impatto culturale che è andato ben oltre l’ambito dei restauratori e dei conservatori con un notevole contributo alla ridefinizione dei beni culturali e ambientali maturato in una epistemologia fenomenologica della complessità. In tale contesto il Manifesto della Preservazione del 2002 è stato un traguardo transdisciplinare in cui lo studio e la tutela del patrimonio hanno delineato una fusione possibile tra storia, filosofia, scienza, politica e socialità.

Abbiamo potuto attingere ad alcuni vecchi siti, agli atti delle Conferenze internazionali e ad alcuni materiali inediti, senza aggiornare i documenti che ci sembrano significativi così come sono, anche dopo alcuni decenni. Ci proponiamo di pubblicare, se sarà possibile, anche degli aggiornamenti mettendone in evidenza la distanza temporale. Il titolo Viste e Sviste del Novecento vorrebbe evidenziare personaggi e percorsi ampiamente percepiti e, in alcuni casi, poco percepiti e non sempre per caso.

Referenti di redazione: Giovanni De Girolamo, Riccardo Pantò, Rudolf Schürch.